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Famiglia:
Asteraceae
Parte utilizzata:
parti aeree
Costituenti principali:
1% olio essenziale (25%-40% di
camazulene, azulene, canfora, sabinene ecc.), flavonoidi, acidi
fenolici, composti azotati, triterpeni e steroli.
Attività principali:
antispasmodica,
amaro-tonica, coleretica, antibatterica, astringente, cicatrizzante
Impiego terapeutico:
turbe
gastrointestinali;
USO ESTERNO: ulcere varicose, emorroidi, ferite. Il gusto amaro, gradevole ed aromatico dell'Achillea stimola la secrezione dei succhi gastrici, e quindi l'appetito; favorisce la digestione, con benefici effetti sui fenomeni conseguenti ad una cattiva digestione quali alito cattivo senso di peso e dolori allo stomaco, formazione di gas intestinali. Achillea entra come componente aromatico pregiato ed insostituibile in gran parte degli amari aperitivi e digestivi, nei liquori di erbe alpine, negli elisir medicinali e soprattutto nel genepì.Si usa le foglie e le sommità fiorite come aromatizzante, aperitivo e digestivo. Le proprietà astringente, decongestionante, epiteliogena ed analgesica nel uso topico utile nel trattamento di emorroidi, ragadi anali e del seno, nel trattamento di ulcere varicose e ferite che cicatrizzano male in quanto l'azulene oltre a svolgere attività antiflogistica e spasmolitica, aiuta la riepitelizzazione del tessuto leso (Unguenti). Olio essenziale calma i dolori reumatici e le nevralgie. Habitat: terreni incolti dal piano alla zona montana.L'Achillea, pianta dall'odore grato e penetrante, è alta fino a cinquanta centimetri e ha delle foglie strette con divisioni sottilissime. In cima allo stelo si notano fiori bianchi con tenui sfumature rosacee. Fiorisce dall'estate all'autunno e tutta la pianta fiorita è medicinale. Le sue qualità terapeutiche sono note fin dall'antichità. È una pianta utilissima per calmare gli spasmi uterini, nella cura delle malattie nervose, dell’asma. Viene inoltre usata per arrestare qualsiasi emorragia esterna ed interna, utilizzandola in decotto o in infuso oppure applicandola, tritata finemente, sulle ferite o sulle piaghe. Frena le diarree, favorisce le funzioni urinarie ed è un potente antiemorroidale. In questi casi si usa l'infuso preparato versando mezzo litro di acqua bollente su una manciata di sommità fiorite di Achillea secca. Infuso e decotto sono sempre consigliabili come antispasmodici, nelle debolezze di stomaco, nelle cattive digestioni e nelle acidità. Nelle emorroidi purulente e nelle ulcere varicose si può impiegare per lavaggio un infuso concentrato (pari peso di acqua e di erba). Dopo il lavaggio, l'erba residua sarà applicata tiepida sulle parti dolenti. Un ottimo vino di Achillea, curativo, nella misura di due bicchieri al giorno, delle malattie sopra elencate, si ottiene lasciando macerare due manciate di erba in un fiasco di generoso vino bianco. |
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