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Famiglia: Labiatae Parte utilizzata: sommità fiorite, Costituenti principali: 0,7% olio essenziale: timolo, carvacrolo (40-60%), p-cimene, terpene; 4-5% tannini, acido idrossiterpenico: acido ursolico; colina. Attività principali: antisettica, aromatizzante, eupeptica, vulneraria, digestiva Impiego terapeutico: dispepsia, colite, malattie infettive urinarie e respiratorie La Santoreggia è molto usata, per il grato aroma , in gastronomia, liquoreria e profumeria. Nell'uso medicamentoso essa ha virtù digestive, antispasmodiche e carminative. La medicina popolare le attribuisce anche proprietà vermifughe, anti-diarroidiche, antiemetiche, espettoranti e stimolanti della sfera intellettuale e sessuale. Per uso esterno la pianta viene usata come cicatrizzante, blando antisettico e stimolante utile nella pratica domestica per favorire la regressione di piccole ulcere della bocca e della gola e per purificare la pelle. Bagni o pediluvi con una manciata di Santoreggia sono stimolanti, tolgono la stanchezza, purificano e deodorano. L'infuso o la tintura diluita friziona sul cuoio capelluto migliorano le condizioni del bulbo pilifero. |
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