...Imbolc...
 

                  

La festa di Imbolc cadeva nel mese lunare di Gennaio-Febbraio, identificato nel calendario di Coligny con il nome di Anaganthios, il “Tempo della Protezione”. Imbolc, conosciuta anche on il nome di Cetsamhain, Oimelc,Brigantia), era una ricorrenza celebrata il 1° febbraio e segnava la fine dell’ inverno e l’ inizio della primavera [la scelta dell’ inizio della primavera in un mese ancora cosi freddo e significativo del modo di pensare celtico, in cui le cose iniziavano nel buio e nel caldo ventre della terra; stesso modo di pensare che porta a considerare l inizio delle giornate dal tramonto n.d.r.]. Il nome di imbolc e stato tradotto con “purificazione”, ma altre interpretazione designano per il termine oimelc, da cui imbolc, il periodo della lattazione delle pecore. L’ antica quartina che recita:

Assaggiare ogni vivanda secondo l ordine,

ecco ciò che si deve fare a Imbolc;

lavarsi le mani, i piedi, la testa,

e cosi come dico.

Ha giustificato l’ interpretazione proposta da alcuni studiosi di –imb prefisso intensitivo, seguito da –folc , acquazzone. Secondo il nostro parere tuttavia, l’ indicazione della quartina e chiaramente riferita all’ uso dell’ acqua come purificante e propendiamo per l’ interpretazione della festa del 1° febbraio in questo senso.  Alcuni antichi e importanti testi indicano la festa di Imbolc come la feil Bridge, la festa di Brigid (la dea celtica figlia del Dagda), e corrispondeva ai  Lupercales romani, festa della purificazione e della fecondità della fine dell’ inverno.

Imbolc segnava l’ inizio della primavera e si potrebbe associare questa festa alla figura dei Filid, i poeti. In effetti essa non ha un carattere militare e la consacrazione alla dea Brigid sarebbe un indizio che confuterebbe l’ ipotesi di una celebrazione in favore della lasse druidica dei Bardi. […] Nel corso delle festa di Imbolc è molto probabile che venissero svolte delle iniziazioni, dedicate sia ai poeti che alla classe guerriera. Sembra che ai rappresentanti di quest’ ultima venisse fatta bere una bevanda a base di vino, miele acqua e farina ( a cui forse venivano aggiunte anche erbe allucinogene) chiamata gwin a bragawd, che aveva lo scopo di farli cadere in un sonno profondo che aveva lo scopo di farli entrare in contatto con gli essere del mondo spirituale.

La festa di Imbolc si trasformò nel Cristianesimo nella celebrazione della vigilia della Candelora, consacrata alla Vergine Mariae a Santa Brigida, chiamata la “Maria dei Gaeli”. Santa Brigida era stata un tempo la Dea Bianca, la dea celtica Brigid, che successivamente entra a far parte della tradizione cristiana trasformandosi nella badessa del convento di Kildare. Cambiando  aspetto la dea degli  aes dana, gli “uomini d’ arte”, divenne santa Brigida, protettrice degli artigiani, patrona della poesia e dell’ arte della guarigione, trovando nel 1° febbraio, l’ antica festa di Imbolc,  la festa cristiana della Candelora, la sua celebrazione.

Come abbiamo detto la Feile Brighe si trasformò nella Purificazione della Beata Vergine, la Candelora Cristiana , la festa delle luci, il giorno della festa di Santa Maria delle Candele, durante la quale si accendevano le candele simboleggianti la purificazione. Le candele accese erano in numero di tredici come le lunazioni di un anno e venivano disposte in cerchio per formare la Corona di Luce, sicuramente un ricordo dei Fuochi Sacri di Imbolc che venivano accesi sulle alture.

 

Riccardo Taraglio, “Il vischio e la quercia”, pp 369-370

 

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