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Nome popolare: ERBA NOCCA Curiosità: L’origine del nome Helleborus è greca: così chiamavano una pianta che ritenevano nascesse specificamente in Focide. La radice del nome è però quella del verbo “elleboriao” che significa “sono folle”. A questo si affianca il verbo “elleborizo” che significa “curare con l’elleboro” o anche “far tornare il senno”: ritenevano infatti, i Greci, che l’elleboro curasse la pazzia. Il nome che si riferisce alla specie significa “di Boccone”, in onore del naturalista e botanico Paolo Boccone, nato a Palermo nel 1633. Molte altre piante portano come nome di specie quello di bocconei: Limonium b., Odontites b., Eryngium b. e altre, a testimoniare la sua fama. L’erba nocca è una pianta medicinale, contiene, come tutti gli ellebori, elleboreina, affine ai glucosidi digitalici, ed elleborina, che appartiene al gruppo delle saponine: in piccole dosi rallentano il battito cardiaco, in dosi più elevate lo aumentano. E’ pianta che non va mai usata, perché è tossica, anche se non quanto il suo congenere Helleborus niger L. che, come riporta il Negri, può provocare “un vero avvelenamento caratterizzato da cefalea, vertigini, rallentamento del polso, bruciore e asprezza alla bocca, vomito, diarrea, delirio, sonnolenza, collasso e morte per arresto del cuore, senza che la coscienza sia alterata”. Sembra di leggere un giallo di Agatha Cristhie ! Habitat: E’ un endemismo, ossia è diffuso soltanto nell’Italia centro-meridionale e in Sicilia. Cresce nelle boscaglie di roverella, anche nei cedui e sui margini boschivi, soprattutto nel versante occidentale e nelle siepi, dal livello del mare fino a 1700 m. Descrizione: Pianta erbacea perenne, con un rizoma sotterraneo bruno, da cui diparte il fusto fiorale, prima dell'emissione delle foglie. Le foglie hanno un lungo stelo (30-40 cm) e sono palmato-composte, incise in 10-15 segmenti, a margine grossolanamente dentato: sono verde chiaro, glabre, ma con le nervature della pagina inferiore pubescenti, opache, con il reticolo dei vasi della linfa piuttosto visibile. Persistono nell’inverno e perdurano, seppure marcescenti, fino all’estate successiva, accanto a foglie di nuova emissione. I fiori sono grandi (3-5 cm), rivolti verso il basso, con tepali di un brillante color verde acido e un ciuffo opulento di lunghi stami dello stesso colore. Anch’essi durano molto a lungo, fino all’inizio dell’estate. Il frutto è un follicolo, e al centro del fiore ce n’è più d’uno e si aprono a maturità per lasciare uscire i semi, tondi e bruni. In Fattoria: E’ presente, ma non in molti esemplari: bellissimo nella precoce primavera con i suoi grandi fiori verde acido. Periodo di fioritura: febbraio - aprile |
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