...Veronica...

 

Pseudolysimachion barrelieri
 
Nome latino: Pseudolysimachion barrelieri (Schott.ex R. et S.) Holub

Nome popolare: VERONICA DI BARRELIER

Curiosità: Deliziosa piccola pianta, che innalza le sue spighette fitte di fiorellini azzurro violetto da una rosetta di foglie basali dalla aggraziata forma a spatola. Il nome non le rende giustizia.
I botanici classificatori hanno attribuito il nome alla specie in onore del domenicano Barrelier, vissuto tra il 1606 e il 1673, che pubblicò una celebre opera illustrata, “Plantae per Galliam, Hispaniam et Italiam observatae iconibus aeneis exhibitae”.
Il nome Pseudolysimachion fa riferimento ad un altro Genere, Lysimachia, indicando con il prefisso pseudo- il fatto che dovrebbero in qualche modo assomigliarsi.
Può essere comunque interessante conoscere qualche notizia in più sul termine lysimachia: già Galeno e Paolo di Egina, medici dell’antichità greca, conoscevano una pianta chiamata “lysimacheion”, non altre che la nostra attuale Lysimachia, cui riconoscevano proprietà terapeutiche, forse per curare le ferite di guerra, visto che la parola “lysimakos” significa “che scioglie la guerra”. Anche il Negri riconosce a questa pianta proprietà astringenti e vulnerarie, che sembrerebbero confermare questa interpretazione.
Le nostre pseudolysimachie non hanno, invece, alcuna proprietà medicinale.





Habitat: Cresce nei pascoli aridi, soleggiati, sassosi e nelle boscaglie di querce, da 0 a 800 m di altitudine. Diffusa nell’Italia Nord-orientale, in Emilia-Romagna ed in Toscana: non sembra essere stata rilevata in altre zone.





Descrizione: Pianta erbacea perenne, formata da una rosetta basale di foglie più o meno ovali, con margine crenato, verde intenso, lisce, con occasionali brevi e sottili peli lungo il margine.
All’epoca della fioritura, dalla rosetta basale si innalzano uno o più fusti, alti da 10 a 50 cm, su cui le foglie sono opposte e sempre più piccole verso l’apice.
L’infiorescenza è una lunga spiga all’apice del fusto: è formata da numerosi e fitti fiorellini blu-violetto di una forma che, a colpo d’occhio, può ricordare quella di alcune Labiatae, come la lavanda.
I frutti sono capsule che contengono i semi piccoli e bruni: l’infiorescenza secca resta sulla pianta a lungo con tutte le capsule attaccate, che si aprono mano a mano, lasciando cadere i semi.

Nel Parco: E’ rara, presente in limitate zone particolarmente aride e sassose. In genere si trova nelle zone dove si accumula argilla, per cui sono molto umide quando piove e molto aride durante la stagione secca. La fioritura può durare anche fino a settembre.


Periodo di fioritura: giugno - agosto 
   

 

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